"Contenere, non punire - processo al potere politico": il nostro Istituto dà voce ai diritti umani
L’Istituto Agrario di Firenze presenta un nuovo, emozionante progetto cinematografico
Il cortometraggio, intitolato "Contenere, non punire - processo al potere politico", affronta con maturità e coraggio civile il drammatico tema del sovraffollamento nelle carceri italiane.
La prima proiezione ufficiale dell'opera si è tenuta all'interno della scuola il 23 maggio 2026, diventando uno dei momenti centrali e più significativi della nostra storica 40^ Festa di Primavera.
Le riprese, che si snodano tra la familiarità delle nostre aule scolastiche e la solennità del Palazzo di Giustizia, seguono da vicino la storia di Luca, un ragazzo che si trova a fare i conti con la dolorosa realtà di avere una persona cara privata della libertà. Attraverso i suoi occhi, la scuola apre una finestra su un mondo spesso invisibile, stimolando una profonda riflessione sociale e civile.
A dare vita a questa narrazione intensa e realistica è stato un eccezionale gruppo di studenti-attori del nostro istituto: Isaia Pandolfini, Shayra Leonardo, Sara Cecchi, Lorenzo Geri, Margherita Mescolini, Gabriele Benedettelli, Cristian Pinzani, Daria Lucani, Alice Faita, Zoe Pirozzi, Elisa Cianti, Gohan Ceccatelli, Elia Guidi, Gabriele Innocenti e Sandro Abati.
Il cuore morale del cortometraggio affonda le sue radici nelle parole immortali dello storico greco Tucidide: "Sono gli uomini, non le mura, a fare la città". Attraverso questo potente richiamo, i ragazzi, che hanno studiato alcuni atti dell’Assemblea Costituente e la sentenza CEDU dell' 8 gennaio 2013, Torreggiani e altri contro l’Italia, ricordano a tutti che le persone detenute non sono scarti umani. In linea con l'Articolo 27 della Costituzione italiana, il video sottolinea con forza che la detenzione deve sempre tendere alla rieducazione, offrendo concretamente una possibilità di riscatto e reinserimento sociale.
Di nuovo un ringraziamento speciale ai nostri straordinari studenti che attraverso questo lavoro hanno dimostrato che la scuola è un luogo vivo di crescita, empatia e cittadinanza attiva.
